USA-Corea del Nord: dopo la Cina, scende in campo anche il Giappone

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Crisi USA-Corea del Nord. L’agenzia di stampa coreana Yonhap ha fatto sapere che gli USA, per fronteggiare la minaccia nucleare della Corea del Nord, ha appena installato un sistema di difesa missilistica in Corea del Sud, in maniera tale da provare a prevenire qualsiasi iniziativa di Pyongyang. La crisi si acuisce giorno dopo giorno: dopo la testimonianza della presenza di un sottomarino nucleare USA nelle acque territoriali della Corea del Sud, è notizia di pochi minuti fa il coinvolgimento nelle operazioni anche da parte del Giappone. la catastrofe sembra avvicinarsi sempre di più e la Cina non sembra gradire quanto sta accadendo: i giochi di forza potrebbero penalizzare Pechino, mentre Trump è già pronto a estendere il dominio USA nell’area.

Corea del Sud: la crisi USA-Corea del Nord può portare alla catastrofe

È chiaro che si tratti di un braccio di ferro. Pyongyang, molto probabilmente, non ha alcuna intenzione di dare avvio a una qualunque forma di attacco nei confronti degli USA e della Corea del Sud: eppure, Trump ha deciso per la prova di forza. La minaccia dello scoppio di una vera e propria catastrofe si avvicina sempre di più e la diplomazia sembra in grado di fare poco. L’installazione del sistema anti-missilistico Thaad ha creato anche grande malcontento nella popolazione della Corea del Sud che chiede anche agli USA di non continuare a gettare benzina sul fuoco; i residenti dell’area di Seongjiu sono scesi in piazza al grido: ‘No Thaad, nessuna guerra’. Ma non è tutto, a scendere in campo è anche il Giappone. Vediamo in che modo.

Anche il Giappone scende in campo: verso la catastrofe nella crisi USA-Corea del Nord

È chiaro che la questione del rapporto USA-Corea del Nord non riguardi soltanto questi due paesi, ma l’intero equilibrio geopolitico dell’area. La Cina ha fatto già sapere di non aver apprezzato questa escalation da parte degli USA: non solo l’arrivo del sottomarino nucleare, non solo l’installazione del sistema Thaad anti-missilistico, ma anche la comparsa della portaerei Carl Vinson che avrebbe dato, inoltre, avvio anche manovre ed esercitazioni. Il Giappone ha preso una decisione importante: nelle ultime ore, si segnala infatti l’organizzazione di gruppi d’attacco congiunti americani e nipponici finalizzati a una sorta di training aereo e al miglioramento dell’operatività congiunta tra le due forze armate in caso d’attacco. Insomma, la catastrofe sembra avvicinarsi: il braccio di ferro continua nel peggiore dei modi.

via investireoggi