Torna l’incubo della guerra fredda: La Russia potrebbe schierare armi nucleari in Crimea

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La Russia si riserva il diritto di schierare, se necessario, le armi nucleari in qualsiasi parte del suo territorio, compresa la penisola di Crimea, annessa ‘illegalmente’ secondo Ue e Usa lo scorso anno“.

Lo ha affermato in un’intervista all’agenzia d’informazione Ria Novosti il direttore del Dipartimento per la non proliferazione e controllo sulle armi del ministero degli Esteri russo,Mikhail Ulyanov, in risposta alle dichiarazioni del ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin, secondo il quale il dispiegamento di armi russe in Crimea violerebbe il Trattato di non proliferazione.

In precedenza, il ministero della Difesa russo aveva annunciato il possibile schieramento nella penisola affacciata sul mar Nero di 10 bombardieri TU-22M3 in grado di trasportare armi nucleari, ma non vi era stato alcun riferimento all’intenzione di armarli con testate nucleari. “Il dispiegamento di armi nucleari in Crimea – aveva detto Klimkin nel corso della riunione ministeriale della Nato delle settimane scorse ad Antalya, in Turchia – sarebbe la più grave violazione degli impegni internazionali di Mosca” stabiliti in numerosi accordi, tra cui il trattato di non proliferazione. “Qualsiasi attività o segnale proveniente dalla Russia sulla mera possibilità di schierare armi nucleari in Crimea sarà considerata come la più grave violazione di tutte le norme internazionali. In questo caso, la comunità internazionale dovrà reagire in maniera più decisiva“, aveva aggiunto.

Ulyanov ha ricordato che il programma di difesa missilistica degli Stati Uniti “influenza negativamente” i rapporti tra Mosca e Washington e le discussioni tra i due Paesi in materia di disarmo nucleare non si stanno rivelando positive. “La nostra posizione su questa materia è stata espressa più volte. Abbiamo bisogno di garanzie affidabili che questo sistema non sia diretto contro il deterrente nucleare russo. Ma finora ci hanno risposto che tali garanzie non possono essere scritte su carta e che il sistema verrà creato con o senza l’appoggio della Russia“. Una politica che per l’alto funzionario non favorisce “ulteriori riduzioni di armi nucleari”, ma “rappresenta un ostacolo” al disarmo. “Non possiamo ignorare quello che sta succedendo in Europa, dove il primo trattato di controllo degli armamenti convenzionali ha cessato di esistere e non c’è nulla che lo abbia sostituito“, ha detto il diplomatico aggiungendo che in seguito all’espansione della Nato ci sono stati “enormi squilibri” a sfavore della Russia.