Siria bombardata da Israele e Damasco accusa Netanyahu: Così sostengono i terroristi

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Sono stati 14 i siti colpiti dall’esercito israeliano in Siria in risposta ai quattro razzi lanciati ieri pomeriggio nel nord di Israele.

La zona colpita, ha fatto sapere un portavoce, è quella delle Alture del Golan sotto il controllo ddl regime siriano. L’esercito ha sostenuto che i razzi di ieri sono stati “pianificati dal capo del dipartimento palestinese della Forza Quds iraniana, Sayyid Izdi” che è anche coinvolto “nel contrabbando di armi in Siria e Libano”. l’attacco è stato compiuto contro una postazione militare alle 23:30 ora locale (le 22:30 in Italia) vicino a Quneitra, nella parte siriana delle Alture del Golan, teatro di combattimenti tra i ribelli da un lato e, dall’altro, le forze governative di Damasco e di Hezbollah.

Ieri, un portavoce militare israeliano aveva addossato la responsabilità del lancio di razzi sul suo territorio al “jihad islamico, sponsorizzato dall’Iran“, ma aveva avvertito che Israele riteneva “responsabile il governo siriano per gli attacchi partiti dalla Siria“. L’attacco, secondo fonti militari siriane, è avvenuto in due fasi. Dapprima, intorno alle 18:30 di ieri, un elicottero israeliano ha lanciato diversi razzi contro la direzione dei Trasporti e la sede del governatore a Quneitra, provocando solo danni materiali. Cinque ore dopo, un raid aereo ha preso di mira la postazione militare, provocando vittime tra i soldati. Damasco è tornata ad accusare Israele di sostenere i gruppi armati ribelli, tra cui quelli fondamentalisti islamici, che si battono contro il governo siriano. Una fonte militare citata dalla Sana ha affermato che i raid sono stati compiuti “nel tentativo di sostenere le organizzazioni armate terroriste e dare impulso al loro morale“.

 

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