Macedonia dichiara stato di emergenza e blocca flusso da Grecia

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E’ caos in Macedonia per l’afflusso dei migranti dalla Grecia: le autorità macedoni hanno dichiarato lo stato d’emergenza nell regioni alla frontiera con la Grecia e la polizia ha bloccato il confine sulla principale autostrada Skopje-Atene, lasciando migliaia di migranti in una terra di nessuno, tra la Grecia ed il confine della Macedonia, e consentendo sporadicamente solo a piccoli gruppi di entrare. Le autorità starebbero cercando di alleggerire la pressione sulla città di confine di Gevgelija, da dove migliaia di migranti sperano di partire in treno alla volta della Serbia.

Per far fronte alla crisi il governo di Skopje intende far ricorso alle forze armate. “In considerazione di una pressione crescente alla frontiera meridionale e di un flusso migratorio più intenso nel corridoio balcanico, si ritiene necessario un controllo più forte ed efficace nella regione frontaliera, dove si registrano passaggi illegali e massicci in provenienza dalla Grecia”, si legge nel comunicato del governo.

Ieri le autorità macedoni aveva dichiarato di essere a corto di vagoni ferroviari per far fronte al massiccio afflusso di profughi siriani dalla Grecia, chiedendo aiuto ai paesi vicini. La Macedonia ha lanciato un appello ai paesi vicini perchè mettano a disposizione vagoni dei treni, appello finora caduto nel vuoto.

 

Intanto sono stati portati ad Atene, su un traghetto, circa 2.450 profughi siriani provenienti dalle isole di Kos, Kalymnos, Leros e Mitilene. In un primo momento si pensava che i migranti sarebbero stati portati a Salonicco, nella Grecia del nord, da dove sarebbero stati trasferiti nella località di Idomeni vicino Kilkis, al confine con l’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (Fyrom). La maggior parte dei rifugiati siriani vogliono infatti raggiungere i Paesi del nord Europa e la via più breve è passare attraverso Macedonia, Serbia e Ungheria. Poi il cambio di rotta e l’arrivo al Pireo. Sulla Grecia si sta riversando da mesi un flusso continuo di migranti dalla Turchia, in particolar modo sull’isola di Kos dove non sono mancati tafferugli nei giorni scorsi tra migranti e forze dell’ordine.

La scorsa settimana sono arrivati in Grecia quasi 21mila migranti, per un totale di 160mila dall’inizio dell’anno, secondo i dati dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani.

Intanto sull’emergenza migranti a Calais è stato siglato oggi un accordo tra i ministri dell’Interno di Francia e Gran Bretagna, Bernard Cazeneuve e Theresa May, che prevede mezzi supplementari per la sorveglianza dell’Eurotunnel e per il trattamento delle domande d’asilo, e misure di lotta al traffico di esseri umani. A Calais, sul lato francese del canale della Manica, da mesi decine di immigrati irregolari provano quotidianamente a nascondersi illegalmente in camion e furgoni per raggiungere il Regno Unito. Il piano stabilisce che Londra stanzierà “strumenti supplementari” per mettere in sicurezza la zona dell’Eurotunnel, che collega i due Paesi attraverso lo stretto della Manica. Il governo britannico destinerà 10 milioni di euro in due anni per contribuire alla gestione dei migranti a Calais e invierà sul posto un numero ancora imprecisato di agenti di polizia.