L’Isis sarà l’Unione Sovietica del jihad

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Ha sbagliato anche Obama, come gli altri, ad ignorare l’insegnamento della storia. Anche lui ha sottovalutato un esercito rivoluzionario perché piccolo, improvvisato, guidato da gente senza tradizioni militari.

E così il modesto esercito dell’Isis ha sbaragliato quello iracheno e quello siriano con una tecnica militare nuova fatta di veloci pick-up, di camion kamikaze carichi di 10 tonnellate di esplosivo capaci di distruggere una fortezza e terrorizzando i nemici tagliando la testa a tutti i prigionieri.

Obama e i suoi generali non hanno imparato dalla storia che i movimenti rivoluzionari sovvertono gli schemi, innovano, inventano? Nelle guerre boeme del ‘400 Zisca ha sconfitto i cattolici mettendo i cannoni su carri veloci. Nel Seicento Cromwell ha sconfitto l’esercito reale con il New Model Army. Nel 1796 l’esercito improvvisato dei coloni americani ha sconfitto quello inglese dopo averlo logorato con la guerriglia. Pochi anni dopo, la Rivoluzione francese ha vinto creando quell’esercito nazionale che ancora oggi marcia al suono della Marsigliese. Venendo in epoca recente, gli americani sono stati sconfitti dai Vietcong che avevano l’appoggio dei contadini. Saddam Hussein ha cercato di invadere l’Iran durante la rivoluzione di Khomeini ed è stato respinto da un esercito fanatizzato che mandava avanti i bambini a sminare il terreno. Obama e i suoi generali non ricordano che anche Goering voleva vincere la guerra contro l’Inghilterra usando solo l’aviazione e che ha fallito? In America non si studia la storia? E allora vi conviene farlo e così sapreste che i vostri aerei e i missili che mandate agli spaventati soldati iracheni non impediranno al Califfo di creare un nuovo potente Stato islamista che comprende il nord dell’Irak e tutta la Siria. Uno Stato ricco di petrolio, che verrà riconosciuto dagli altri Stati. E che diventerà la potenza guida, il centro motore, l’esempio, il modello della rivoluzione mondiale jihadista fatta da milioni di giovani maschi bramosi di sangue che si stanno mobilitando in tutta l’Asia centrale, e che in Africa dilagano dai Paesi mediterranei verso Sud.

Uno Stato guida come lo è stata, durante tutto il Novecento, l’Unione Sovietica per il movimento comunista internazionale.