La mistica Suor Anna Alì

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Con le lacrime nel cuore io chiamo tutti a pregare. Questa è l’ora dell’Apocalisse”. E uno dei centonovantacinque “appelli” attribuiti a Gesù Cristo (e trascritti tra l’8 settembre 1987 e il 23 ottobre 1988 a Roma) dalla suora keniota Anna Hadija Ali, vicina a monsignor Emmanuel Milingo. Suor Anna è stata protagonista di fenomeni che suscitarono sensa­zione nel 1994 in seguito alla pubblicazione di un particolareggiato resoconto, corredato da foto – si è sostenuto – di Gesù,’ il quale le sarebbe apparso più volte, affidandole messaggi su di un ormai pros­simo futuro dell’umanità.

Le apparizioni avrebbero avuto luogo in una stanza di Porta Angelica contigua all’appartamento di monsignor Milingo, dal quale Anna sarebbe stata in precedenza guarita (soffriva di misteriose san­guinazioni fin, da bambina) e poi consacrata nell’ordine delle Figlie di Gesù, da lui fondato. Ha contribuito ad accreditare come plausibili le rivelazioni di suor Anna la complessità dei concetti teologici esposti, volti a proporre una “ripresa del culto eucaristico tradizionale”. La giovane keniota (ventitré anni all’epoca delle prime apparizioni) è infatti di cultura limitata, avendo interrotto gli studi per motivi di salute senza poter terminare la scuola secondaria. E’ interessante rilevare che ricorrono nella sua vicenda, come in quella di Fatima, sfumati riferimenti alla cultura islamica. Anna è figlia di padre musulmano e madre cattolica. In apertura del volume li ringrazia amorevolmente entrambi. Con molta cautela l’arcivescovo Milingo dichiara di “non attribuire null‘altro che la nostra fede umana agli eventi straordinari narrati nel libro che contiene rivelazioni fatte a suor Anna Ali”; e a scanso di equivoci aggiunge di non essere nemmeno sfiorato dall’idea di sostituirsi al giudizio definitivo della Chiesa, cui si sottometterà “incondizionatamente”.

Il Cristo fotografato a Porta Angelica

Anna non ha fotografato l’apparizione di sua iniziativa, ma per con­siglio dei suoi superiori, dopo che ebbe comunicato loro quello che accadeva nella sua camera di Porta Angelica. Desta profonda impres­sione, comunque, la stretta somiglianza del ritratto con altre immagi­ni ritenute sovrannaturali del Cristo, e in specie con una foto scattata in Palestina nel 1876 – la più antica fotografia del genere – ora con­servata negli archivi vaticani. Quel ch’è certo è che si tratta della stessa persona, se non addirittura del medesimo ritratto, il che potreb­be costituire, a seconda del punto di vista da cui ci si pone, una prova a sostegno o a sfavore dell’autenticità della foto. Ma questo non sta a noi stabilirlo. Vediamo piuttosto in che termini la suora descrive, nel corso di un colloquio con padre Mbukanma, descrive l’entità manife­statasi come Figlio di Dio:2 “E venuto con la sua luce, era avvolto in un bagliore di un colore blu profondo come il cielo. La sua presenza illuminava tutta la stan­za. Aveva indosso una tunica rossa, color del sangue, con ampie maniche. I capelli erano scuri e scintillanti”. “Che cosa le disse quando Lo vide?” “Mi diede un messaggio e, dietro sua espressa richiesta, cominciai a scrivere ciò che mi diceva”. “Che atteggiamento aveva mentre le parlava ?” “Mi parlava con una voce colma di pietà e fa così tuttora quando mi appare [l’intervista è del 9 settembre 1991]. Mi parla come se fosse un mendicante”. “A che ora le è apparso ?” “Verso le due, le tre di notte”. “Le compare ancora?A che ora?” “Fra le due e le tre e mezza. Il mercoledì verso la mezzanotte, il giovedì nelle prime ore del mattino”. “Non è mai venuto di giorno ?” “No”. “Con chi viene ?” “Mi appare da solo”. “Nell’apparizione Gesù ha l’aspetto di un normale essere umano?” “E un essere umano. Ma è diverso. Di fronte alla sua santità ci si sente miserabili… E un uomo di altezza media. Non è possibile descriverlo. In sua presenza si ammutolisce, ci si sente persi”.

“Quando le appare è triste, gentile, serio, felice?” “Quando dà dei messaggi ha una voce colma di pietà, quindi è tri­ste, ma la sua è una tristezza d’amore. A volte piange lacrime di sangue”. “Perché piange?” “E molto addolorato per il modo in cui lo trattano quelli a cui Lui ha affidato le anime. Alcuni lo insultano durante l’eucarestia e vogliono distruggerlo proprio in quella sede… E triste anche a causa della vita spirituale dei suoi consacrati…”. “Come si è sentita la prima volta che ha visto Gesù?” “E difficile da spiegare. Mi sentivo in uno stato di torpore”. “E quando Gesù se ne andò ebbe paura oppure si sentì felice?” “Ho continuato a pensare a Lui. Né triste né contenta. Pensavo”. “Gesù viene ancora da lei? In quali giorni?” “Viene ancora. Di giovedì, di notte”. “Che cosa dice ogni volta?” “Mi chiede spesso di pregare per coloro ai quali ha affidato le anime, i preti…”. “Quanto dura il vostro colloquio?” “Non saprei. Quando è qui vengo avvolta dalla sua santità, e quando va via ci metto un po’ a tornare in me. Non sono in grado di spiegarlo meglio”. L’ora di Satana

La profezia apocalittica di Porta Angelica s’incentra sull’ ipotesi di una catastrofe analoga a quella preannunciata dalla Madonna nelle apparizioni di Fatima e La Salette. Molto risoluta, però, appare la volontà di evitarla, da parte di Gesù, che per questo chiede la colla­borazione di coloro che altrimenti ne sarebbero travolti: “Preparatevi tutti, buoni e cattivi, adulti e bambini, preti e suore, tutta l’umanità. Io li amo tutti, e concedo loro del tempo… Io non voglio che alcuno perisca… Amo l’umanità, e desidero riversare la mia pietà nel cuore degli uomini… Io li aspetto, la mia pietà è immensa…” (messaggi del 29 ottobre 1987 e del 31 marzo 1988). Il suo intento salvifico si scontra tuttavia con una situazione di tale degrado che Lui stesso incontra difficoltà a governarla. “Vengo crocifisso e insultato, bestemmiato e rinnegato, eppure con­tinuo ad amare… Riverso lacrime e sangue sull’umanità. Come un mendicante chiedo meditazione e consolazione del male…”. Ma l’appello non sortisce a tutt’oggi effetti, lamenta il Cristo: “L’umanità mi tradisce come Giuda e porta le anime a inseguire amori colpevoli come il denaro, fino alla perdizione. Satana ha anne­rito gli spiriti che già si erano rivoltati contro se stessi. Il male si contorce

come un serpente mostruoso che inconsciamente avvolge le anime… E l’ora di Satana… Il demonio ha imprigionato le anime” (8 settembre 1987). Né il dominio infernale si limita all’umanità profana. Il diavolo si è infiltrato, come avevano del resto anticipato le più raggelanti profezie mariane, nel seno stesso della Chiesa. Mescolandosi ai preti “sta facendo di tutto affinché venga abolito il sacrificio della messa”. La profezia ricalca con una certa fedeltà lo scritto apocrifo del “terzo segreto”, che da questi riscontri recupera una parziale attendi­bilità. “Ci saranno grandi prove”, dice Gesù a suor Anna. “Cardinali contro cardinali, vescovi contro vescovi. Satana camminerà tra le loro file come in un branco di lupi affamati. Ci saranno dei cambia­menti… Ciò che è corrotto perirà e non ritornerà mai più alla luce” (24 settembre 1987). Sopraggiunge dunque “l’ora del pericolo”. Il messaggio avverte con esplicito sgomento che “il primo colpo è vicino” e che “il sottile filo che separa il mondo dal baratro sta per spezzarsi”. Intorno “tutto è silenzioso, immobile come se l’Onnipotente non esistesse”. Dal suo canto “la giustizia divina è pronta ad agire”. Quando? E Cristo stesso a chiederselo: “Sarà forse tra qualche mese? O un anno?”. L’impresa è “talmente difficile” che stenta a darsi una rispo­sta. Deve ammettere che “solo il Padre Eterno lo sa”. Ma se non sa quando avverrà, il Figlio sa bene quale sarà, se non potrà essere evitato, il castigo: “Un fuoco improvviso scenderà su tutta la terra. Gran parte dell’umanità sarà distrutta (18 settembre 1987)… Sarà un tempo di disperazione per gli empi. Mi imploreran­no con grida e bestemmie sataniche di ricoprirli con le montagne, fuggiranno a cercare rifugio nelle caverne, ma invano… Nel cielo appariranno nubi fiammeggianti e sul mondo cadrà una tempesta di fuoco [7 ottobre 1987]… Verrà versato molto sangue e le strade saranno piene di cadaveri [8 ottobre 1987]… Le chiese verranno saccheggiate; ci saranno terremoti, malattie senza speranza, rivolu­zioni e tempeste: il mondo verrà interamente trasformato. Il grande cataclisma che si abbatterà improvvisamente sulla terra sarà terrifi­cante, come se fosse la fine, ma l’ora finale non è ancora giunta, sebbene non sia lontana [13 ottobre 1987]… Ci saranno diluvi, ter­remoti, distruzioni, eruzioni, omicidi, epidemie, carestie [14 ottobre 1987]… Tutte le nazioni saranno sommerse di lacrime; ci sarà lutto, castigo, terremoti, inondazioni e ogni genere di malattie [20 ottobre 1987]… L’intero mondo sarà in guerra, invaso dalla rovina e dalla morte. Le armi mortali non solo stermineranno gli eserciti ma distruggeranno anche le cose più sacre e sante, i bambini, gli anzia­ni e gli infermi [12 novembre 1987]…”. Verranno “tempi peggiori del grande diluvio”, prosegue la predizio­ne.

“Il cielo sarà coperto da una densa nebbia e la terra sarà scossa da terribili terremoti che faranno aprire profondi abissi, ingoiando città e province [21 novembre 1987]… Abissi, montagne e lava fiammeg­giante inghiottiranno interi villaggi. Ci saranno elettroesecuzioni, mari in tempesta, suicidi, droghe, malattie [22 novembre 1987]… Il mondo attuale è peggio di Ninive… E una catena di scandali, una palude di fuoco, di letame, di fango…”.

L’Italia dei traditori e delle spie

La profezia riserva toni particolarmente afflitti al destino dell’Italia, “paese prediletto da Dio”. La sua gente “soffrirà grandi sconvolgimenti e sarà purificata da una grande rivoluzione; solo parte di essa sarà salvata”. Il Cristo di suor Anna ricorda anche le brigate rosse e parla di una loro infiltrazione nel governo, inteso evidentemente nel senso lato di classe dirigente, ma palesemente allude anche agli intri­ghi istituzionali: “Molte spie e traditori rinnegano la loro madrepa­tria”. Sottolinea pure che “la corruzione ha raggiunto il limite [il messaggio è del 25 ottobre 1987, di molto antecedente all’inchiesta Di Pietro] e in Italia ci sarà una rivoluzione politica”. Forse è già accaduta, forse si riferisce ai contraccolpi di tangentopoli. Sono comunque questi gli scenari sul cui sfondo “l’Italia verrà stor­piata dagli assassini” e “la Chiesa schiacciata con l’orgoglio della violenza” (18 ottobre 1987). In attesa che ciò accada “Roma si sta preparando a essere distrutta dal crescere di una coscienza atea”. Tra intrighi e ambiguità “i roma­ni stessi tradiranno Roma e tutta l’Italia”. E intuibile che nel lessico profetico “i romani” non stiano a indicare la popolazione di Roma, ma la classe politica, che appunto è concen­trata nella capitale; e anche il clero infedele, il cui tradimento è tra le note più dolenti del messaggio. Costante è il riferimento all’infiltrazione di Satana in Vaticano – sia pure attenuato da omissis – e all’opera di sacerdoti infedeli, che trafu­gano dai tabernacoli le ostie, per le messe nere, aderiscono a conven­ticole diaboliche, profanano il sacramento dell’eucarestia. In tutta chiarezza il Cristo di Porta Angelica vaticina: “Il diavolo distruggerà la parte migliore dei mio gregge… I miei consacrati, che hanno perso tutto l’amore, non fanno altro che insultarmi e sputarmi addosso”. Parla poi di un “leone ruggente” che avanza contro la Chiesa e di un “rosso Lucifero”, che alla testa delle sue legioni si appresta a gettare scompiglio nel popolo di Dio (primo novembre 1987). Egualmente severo è il giudizio su di un tessuto sociale deteriorato dall’indegnità dei leader, sui quali ricadrà la responsabilità di avere lasciato che le leggi delle nazioni spezzassero la legge divina

(12 novembre 1987). Vengono chiamati in causa dalla profezia ministri e magistrati. L’avvertimento per questi ultimi è categorico: “Se non fanno penitenza e non affrontano le loro responsabilità periranno uno dopo l’altro” (8 ottobre 1987). Colpisce che nei loro confronti l’ora­colo abbia ritenuto di dover muovere un richiamo così specifico, al di là di quanto previsto dal più generale monito all’umanità intera.

“Come un bambino spaventato…”

Nella sua “sete di anime”, alimentata dall’angoscia di una pena che non vuole infliggere ma che non è certo di poter impedire, il Cristo fotografato a Porta Angelica è “come un bambino spaventato che viene a chiedere consolazione”. E lui stesso a dare di sé questa sof­ferta immagine. Agonizza di fronte a ogni anima che gli sfugge “come un cacciatore che si lascerebbe ferire a morte per attirare la sua bramata preda”. Implora da suor Anna quella pietà che altri gli negano. Le chiede, certe notti, di non dormire: “Veglia con me, ho bisogno della tua compagnia. Immergiti nella somma contemplazione… Questa è la mia difficile ora tenebrosa… Dedica del tempo al mio amore nel mio sacramento… Lascia che io ti usi, abbandonati a me senza pensare a ciò che ti accadrà…” (8 settembre 1987). Si apre, nel dirle questo, alle più intime confessioni, come fosse lui l’umano e lei la deità: “Io amo e aspetto giorno e notte nel mio taber­nacolo di poter abbracciare tutti… Fra i veli del mio tabernacolo con­tinuo a guardare, ma nessuno viene a farmi visita” (16 dicembre 1987). In tanta solitudine matura, insieme all’ineluttabilità del castigo, una soluzione salvifica che va oltre le vie di scampo fino allora prospetta­te. Per la prima volta nella tradizione delle profezie apocalittiche, infatti, il Cristo di suor Anna tiene a dire che il suo avvertimento “non è un ordine di condanna per il mondo intero” (5 dicembre 1987). Chiarisce, in altre parole, che il cataclisma non comporterà stermi­nio indiscriminato, com’era stato lasciato intendere altre volte. Al contrario, anche nella calamità più rovinosa “le anime giuste non avranno nulla da temere, perché verranno separate dagli empi e dagli ostinati, saranno salvate” (18 settembre 1987). Suggella questa promessa con un’affermazione che in linguaggio laicale potremmo definire garantista: “Nessuno va all’inferno senza il proprio consenso” (9 ottobre 1987).

Appello Divinorivelazioni fatte a Suor Anna Ali

Appello Divino n. 33

29 ottobre 1987

“…L’ora dell’Apocalisse”.

“Sii pronta per ciò che Mi aspetto da te. Prega ed espia. Con le lacrime nel cuore Io chiamo tutti a pregare. Questa è l’ora dell’Apocalisse…Se non si pentono conosceranno solo la desolazione”.

“Ti benedico”.

Appello Divino n. 35

1° novembre 1987

“Sono venuto per richiamare l’umanità ad abbandonare il suo comportamento peccaminoso”.

“Figlia Mia, prega ed espia per questa umanità peccatrice che Mi ha rinnegato ed insultato. Prega per molte anime perdute e per molti Miei consacrati. Il demonio li sta usando per abolire il sacrificio della Santa Messa. Si scatenerà l’anarchia. Si sta avvicinando il momento in cui Io parlerò con voce di giudice. Per il momento ho ancora pietà di voi. Sono venuto per richiamare l’umanità ad abbandonare il suo comportamento peccaminoso. Io li amo tutti. Non voglio che alcuno venga condannato a causa delle sue colpe. Nessuno va all’inferno senza il proprio consenso.

Con lacrime di sangue Io chiedo loro di pentirsi e di tornare al Mio Cuore…prima che sia troppo tardi! Siano maledetti coloro che non vogliono credere! Ho dato tanti messaggi attraverso tante anime. I Miei… Mi insultano e Mi sputano addosso. Che dolore per il Mio Cuore, dato che Io giorno e notte chiamo tutti a pentirsi con immenso amore. Non potrò più trattenere la giustizia del Padre se gli uomini non ritorneranno. Satana ha instillato nelle loro menti che Dio non esiste. Siano maledetti! Sull’umanità pioverà un grande castigo. Sono tutti ostinati. È terribile cadere nelle mani di Dio”.

“Il…il posto preferito è dove governa il Rosso Lucifero… è diventato il centro del maligno. Il…è circondato da persone pericolose che si professano Miei seguaci, invece sono i Miei oppressori”.

“Prega molto per…che è fede a Me. Mi prenderò cura di lui. Nessuno sfuggirà alla giustizia del Padre Eterno. Non possiamo più rimanere nel territorio della “sfiducia”. Essi hanno attaccato i poteri del Mio Eterno Padre”.

“Figlia Mia, prega e fa si che gli altri preghino. Devo insistere con loro su questo punto perché il gregge sta per essere disperso: verrà il momento in cui gli uomini non saranno più ascoltati. Il Padre userà l’umanità malvagia per punire i peccatori. Questa umanità è peggiore di quella di Ninive! Il mondo non ha mai avuto bisogno di preghiere come ora. Nel Mio tabernacolo ricevo solo insulti, ingratitudine e moltissimi oltraggi. Sono molto addolorato soprattutto perché tutto ciò Mi viene fatto dai Miei…Io concedo loro ancora del tempo per tornare, ma se non ascoltano, sarà troppo tardi! Sostengono di predicare la Mia parola, ma sono tutti contro di Me, sono guidati dal Rosso Lucifero”.

“Ti benedico”

Appello Divino n. 36

Ore 3.00 del 12 novembre 1987

“I massoni insultano il Mio Vangelo! La loro malvagità è ripugnante. Stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani”.

“Figlia Mia, prega molto ed espia. Il Mio cuore è trafitto dalla sofferenza perché l’umanità non si pente. Regna l’avarizia e la brama di acquisire nuove terre per poi dominarle come ladri e lupi. Vengo gravemente insultato. Il mondo è nel dolore. La desolazione e la morte avanzano. L’intero mondo sarà in guerra, verrà invaso dalla rovina e dalla morte. Le armi mortali non solo stermineranno gli eserciti, ma distruggeranno anche le cose più sante e sacre, i bambini, gli anziani e gli infermi. Che pena, figlia Mia! Le leggi ingiuste delle nazioni hanno spezzato la legge di Dio. Il diavolo infiltrerà i suoi poteri malvagi all’interno delle nazioni e ad un dato momento distruggerà la parte migliore del gregge. Sono agonizzante per…I leader sono responsabili dell’umanità, della salvezza del mondo o della sua distruzione”.

“I massoni insultano il Mio Vangelo! La loro malvagità è ripugnante! Gridano “noi non vogliamo Dio”. Eppure molti…Satana ha incatenato le loro anime. Figlia Mia, unisci il tuo cuore alle Mie lacrime di sangue. GuardaMi! Che pena rattrista il Mio Cuore! Stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani e il fuoco eterno li aspetta. Non temere nulla”.

“Ti benedico”.

Appello Divino n. 37

14 novembre 1987

“Coloro che si pentono saranno salvati, ma gli altri che rifiutano di pentirsi verranno inghiottiti dalla terra che si aprirà sotto i loro piedi”.

“Figlia Mia, il Padre Eterno è lieto delle tue offerte, perché tu riconosci la tua piccolezza e sei sempre pronta ad accettare i tuoi peccati. Devi santificare te stessa ed offrirti per la conversione delle anime, anche se ti costa lacrime. Ravvisa in ogni volto la Mia espressione di quando ero crocifisso. Devi morire per tutti e vivere in profonda umiltà. Ti imploro di pregare sempre di più. Solo attraverso la preghiera una parte del mondo sarà salvata. Coloro che si pentono saranno salvati, ma gli altri che rifiutano di pentirsi verranno inghiottiti dalla terra, che si aprirà sotto i loro piedi”.

“Io ti parlo fra le lacrime e le Mie parole sono per questa umanità peccatrice e senza scrupoli. Che dolore vedere i Miei…portare le anime alla perdizione. Hanno gli occhi bendati e non vedono che stanno distruggendo il mondo con le loro mani. Il potere satanico è in mezzo a loro. Sono comandati da una legione demoniaca e distruggono la mano di Dio pesa sul loro capo. Il mondo cadrà preda di calamità come il diluvio se non vengono offerte molte preghiere. Ascolta la Mia chiamata che vi invita a pregare, presto, prima che sia troppo tardi. L’umanità è indebolita e corrotta da bestemmie e peccati di ogni genere. Non fanno altro che commettere crimini. Stai in guardia, figlia Mia. Il demonio istiga molti a credere che il Padre Eterno e l’inferno non esistono. Tutta questa confusione viene creata per impedire che le anime si pentano, ma Io, con la Mia pietà, chiamo e aspetto tutti coloro che ritorneranno per poterli abbracciare. Beati coloro che in questo momento credono e tornano a Me. Figlia Mia, prega ed obbedisci, seguendo ciecamente il Mio amato servo. Parla e conserva le sue parole nel tuo cuore. Lui ti illuminerà. Io lo guido. Benedico lui e te con il Mio amore infinito”.

Appello Divino n. 38

Preghiera all’adorabile Gesù

(Questa preghiera è stata dettata da Gesù a suor Anna Ali nel convento di Zagarolo il 4 aprile 1991 alle ore 3)

Oh Gesù, umilissimo adorabile, presente nel Santo Sacramento del Tuo divino amore. Qui, davanti al tuo Sacro trono, nascosto, mi prostro con la mia anima. Nella mia nullità e nei miei peccati, Ti imploro di accettare le mie povere preghiere, atti di riparazione e di adorazione per spegnere la Tua sete di anime ed ottenere il perdono completo per molte profanazioni, atti di ingratitudine ed oltraggi che Tu ricevi ogni momento da parte di innumerevoli miserabili peccatori come noi.

È stata la tua infinita pietà per l’umanità che Ti ha commosso al punto da velarti per rimanere con immenso amore sugli altari e nei tabernacoli di tutta la terra.

Oh Gesù, per la Tua anima, il Tuo corpo e la Tua divinità presenti nella Santissima Eucarestia, accetta le lacrime della mia anima affinché queste anime che ti sono immensamente preziose (citare i nomi di coloro per i quali si desidera pregare) possano vivere in eterno.

I secoli infiniti appartengono a Te. Così affidiamo noi stessi interamente a Te. Alle Tue amorevoli cure e al Tuo sguardo, nella vita e dopo la morte. Amen.

Appello Divino n. 39

Ore 3.30 del 21 novembre 1987

“Si prepara un terribile flagello fiammeggiante, ciò che è malvagio perirà. Sarà una purificazione”.

“Figlia Mia, non dormire e veglia con Me. Ho bisogno della tua compagnia. Stai con Me nel “Mio Sacramento d’amore”. Lascia che Io riposi nel tuo cuore. Di notte sono così solo in molti tabernacoli sparsi in tutto il mondo. La Mia anima è piena di dolore perché molti Mi deridono. Mi insultano e Mi accusano. Si spingono fino a condannarMi senza motivo. I peccati dell’umanità Mi addolorano sempre amaramente. I Miei…Mi hanno dimenticato. Mi calpestano. Trascorri questo tempo ad implorarMi perché Io abbia pietà di coloro che Mi insultano e affinché la giustizia divina si plachi. Sto chiamando tutti perché vengano e si pentano. Nel Sacramento del Mio amore, sono pietoso verso l’umanità, ma verrà il momento in cui, alla fine, parlerò al mondo e lo affronterò con voce di giudice. Questa è l’unica occasione che gli uomini hanno di ritornare. Io vedo i peccati del mondo ed imploro agli uomini di cambiare vita prima che sia troppo tardi”.

“Se ascolteranno i Miei avvertimenti e ritorneranno a Me, la Mia pietà nei loro confronti sarà grande ed essi troveranno protezione e salvezza; se non lo faranno, si profila un terribile flagello fiammeggiante. Purificherò il mondo da molti peccati dolorosi che lo avvolgono come un alone oscuro. Ma i buoni, coloro che sono perseguitati per causa della giustizia e le anime giuste non hanno nulla da temere, poiché Io li salverò. Questi sono tempi peggiori di quelli del grande diluvio! Durante quel momento il cielo sarà coperto da una densa nebbia e la terra sarà scossa da terribili terremoti che faranno aprire profondi abissi, distruggendo città e province. Ciò che è malvagio perirà. Sarà una purificazione”.

“Prega molto per placare la collera del Mio Eterno Padre. Fa ciò che ti comando. È per il bene delle anime”.

“Nel mio nome, ti benedico”.

Appello Divino n. 40

Ore 3.00 del 30 novembre 1987

“C’è troppo odio nella società di oggi. Ci sono troppi nemici…Che grande desolazione! Figli che si ribellano contro i genitori, anime innocenti uccise, il divorzio, i comunisti e tutti i peccatori!”

“Figlia Mia, sono il Signore della Rivelazione. AscoltaMi. Unisciti al Mio cuore che soffre. Prega per l’espiazione e trattieni la collera del Padre Eterno. Ogni giorno il mondo si avvicina sempre più al precipizio. Rifletti su ciò che sta accadendo in…ed in tutta l’umanità. C’è troppo odio, ci sono troppi nemici del Mio Eterno Padre. I massoni e tutti gli altri adoratori del diavolo vogliono cancellare l’amore fraterno dalla faccia della terra sostituendolo con la divisione e sanguinose ferite. Ti dico, figlia Mia, fai riecheggiare la Mia parola su tutta la terra. Chiamo tutti a far penitenza e a pregare. Non aver paura. La croce portata con amore, figlia Mia, ti aprirà la porta del Paradiso. Prega e fai penitenza per salvare l’umanità e sarai prediletta del Padre che è nei cieli. Ti assicuro anche questo. Il Padre Eterno ed Io schiacceremo la testa del dragone infernale se solo l’umanità ritornerà al Mio cuore pieno d’amore e di misericordia!”

“Se non sarà così, dal cielo verranno scagliate fiamme che distruggeranno tutti i peccatori insieme all’opera del maligno: abissi, montagne e lava fiammeggiante inghiottiranno interi villaggi. Ci saranno terremoti, inondazioni, elettroesecuzioni, mari in tempesta, suicidi, droghe e malattie di ogni sorta”.

“Che grande desolazione! I Figli che si ribellano contro i genitori, anime innocenti uccise, il divorzio, i comunisti e tutti i peccatori. Una giusta severità pesa su di loro”.

“Ti benedico”.01