I duelli nei cieli: braccio di ferro tra Nato e Russia

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Duelli nei cieli. Le scintille tra i jet militari proseguono ormai da qualche mese in diversi aree calde del mondo.

Secondo la Nato i decolli di aerei non identificati sono tornati a cifre pari a quelle della Guerra Fredda. Trecento nel 2015, circa 500 nel 2014. E sempre come sottolinea la Nato, nell’85 per cento dei casi i veivoli sospetti erano russi. E su questo punto è scontro tra Nato e Mosca. Come racconta il Corriere, la Russia si sente legittimata ad alzare le difese dopo i continui movimenti della Nato sulle frontiere, ma la Nato etichetta i voli russi come “acrobazie non autorizzate”.Secondo i dati raccolti dal quotidiano britannico The Guardian, lo scorso anno le “intrusioni” russe sono state dieci: due nei confini di Polonia e Norvegia, otto su isole appartenenti all’Estonia. Di queste, sei sull’isolotto di Vaindloo.

Uno studio dell’istituto Eln di Londra riporta 66 incidenti tra marzo 2014 e marzo 2015, tre ad alto rischio collisione. Uno di questi ha sfiorato l’impatto tra un volo di ricognizione russo che non aveva segnalato la posizione e un 737 delle Scandinavian Airlines decollato da Copenaghen con 132 passeggeri a bordo.Ma non c’è solo il Baltico ad agitare le aviazioni militari. Nel 2014 le autorità greche hanno registrato 2.244 violazioni dello spazio aereo da parte dell’aviazione turca, tre volte e mezzo in più rispetto al 2013.Infine sul fronte asiatico il Giappone ha mandato 943 caccia a intercettare 473 voli russi e 464 cinesi.Manovre coincidenti con l’aumento della spesa militare di Pechino e il militarismo di Tokyo sotto la guida del premier Shinzo Abe.