Grecia, cresce la tensione a Kos. Scontri tra migranti e polizia

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Le forze dell’ordine hanno usato anche i manganelli. Centinaia di migranti sono stipati nello stadio di Kos, in attesa di conoscere il loro destino. Nell’isola la stagione turistica è in pieno svolgimento. L’Onu ha definito “vergognosa” la situazione nell’isola.

La tensione sull’isola fra i rifugiati e le autorità ha preso a salire da ieri pomeriggio dopo che ha cominciato a circolare in rete un video in cui si vedeva distintamente un agente di polizia schiaffeggiare un migrante tenendo un coltello nell’altra mano con cui gli indicava di tornare indietro dal luogo dove era venuto. Poco dopo si vede lo stesso poliziotto che spintona un altro clandestino per allontanarlo. Il video, girato all’esterno del commissariato di Kos, ha provocato immediate reazioni in tutta la Grecia. Dopo la diffusione di quelle immagini, l’agente di polizia è stato sospeso dal servizio e sulla vicenda è stata aperta un’indagine amministrativa.

Intanto, oggi la polizia ha usato estintori e manganelli contro i migranti sull’isola greca di Kos, quando sono scoppiati disordini tra le centinaia di persone radunate nello stadio per ricevere documenti. La televisione greca ha mostrato le immagini degli scontri. Il sindaco dell’omonimo capoluogo, Giorgos Kyritsis, ha lanciato un appello chiedendo l’assistenza immediata da parte del governo per affrontare la situazione delle migliaia di rifugiati che si sta progressivamente deteriorando. Ed ha avvertito che, se non verranno presi subito rimedi, “la situazione sfuggirà di mano e scorrerà il sangue”.

Secondo Kyritsis, come riferisce To Vima online, sull’isola vi sono ormai oltre 7.000 migranti arrivati clandestinamente in territorio greco e le autorità locali non sono in grado di affrontare da sole i problemi connessi. Il sindaco ha inoltre chiesto al governo di trasferire altrove gran parte dei 7.000 immigrati e di dispiegare sull’isola forze speciali di polizia per evitare “situazioni estreme”. Kyritsis ha anche denunciato il fatto che – con circa 600-800 nuovi arrivi ogni giorno – per il personale disponibile sull’isola è praticamente impossibile effettuare nello stesso tempo l’identificazione dei migranti e la protezione delle frontiere marittime.